Presentazione

Sono nato a Roma il 14 dicembre 1942 in una bella clinica in Via di Villa Patrizi …..e probabilmente, causa tale ubicazione, mi considero pertanto anche nobile (sic !)
Le leggende del tempo raccontano che Cesira, la Nonna paterna, telefonò subito al Nonno con un perentorio: “Romolo, prepara un bel pranzo perché è nato l’erede” !
L’eredità comunque, se un tempo forse esistita, non si è mai materializzata, così come è svanita pure la clinica, di cui non ricordo il nome e che non esiste più forse da oltre mezzo secolo.
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Le iniquità di Equitalia PDF Stampa E-mail

 

Un ente costituito con una apposita legge per la riscossione dei tributi

Le iniquità di Equitalia  di Giuliano Marchetti

Pubblicato su “RINASCITA” del 28 Settembre 2010

 

Si è svolto a Roma sabato 25 settembre, presso la “Sala Margana”, un convegno organizzato dalla Feder-contribuenti con il coordinamento nazionale tra le Associazioni di contribuenti, costituitosi a giugno al termine di una “Assemblea degli Stati Generali dei Contribuenti”.

Durante le due giornate di dibattiti erano sono state affrontate le numerose iniquità di Equitalia, confermate da documenti, prove testimoniali ed esposizioni di fatti.

Equitalia, presente su tutto il territorio nazionale, è stata costituita con una apposita legge per la riscossione dei tributi; il suo capitale è detenuto per il 51% dalla Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’Inps.

Tra le tante situazioni poco limpide è emerso, dalla relazione dell’avvocato Alberto Goffi (consigliere regionale in Piemonte per l’Udc), che il presidente di Equitalia-Nomos, Matilde Carla Panzeri, è contemporaneamente presidente della NPL Spa, una società privata interessata in acquisti diretti e indiretti di beni immobili al fine della loro successiva alienazione, nonché  in acquisti e cessioni del credito pro soluto e pro solvendo, concessioni di finanziamenti sotto qualsiasi forma. Insomma, in Piemonte, Equitalia può ipotecare gli immobili e la NPL (rappresentata dallo stesso presidente) può riacquistarli…

 

 

Ma torniamo al convegno del 25 settembre i cui lavori sono stati aperti con una ampia relazione di Carmelo Finocchiaro (presidente Feder-Contribuenti), a cui sono seguiti gli interventi di Giovanni Bevacqua (Imprese Unite), di Andrea Mosetti (Assoc.ne Radici), Giuseppe Carboni (Imprese Che Resistono), Bruno Viaggio (Ufficio Legale Feder-Contribuenti), Marco Paccagnella (Feder-Contribuenti Veneto), Leonardo Salerno (Aspim), Fabio Massimo Corticelli (Coord. vittime Equitalia).

Sono stati esaminati i comportamenti vessatori di riscossione attuati da Equitalia che, attraverso un sistema poco trasparente, in molti casi genera situazioni di forte difficoltà per i contribuenti,  sino a provocare anche uno stato di dissesto e di crisi economica, tramite l’uso indiscriminato di misure cautelari ed esecutive, come i fermi amministrativi, pignoramenti presso terzi ed iscrizioni ipotecarie, spesso con mancanza di trasparenza sia nel procedimento di esecuzione, sia nella determinazione del quantum delle somme che la stessa richiede al contribuente.

E’ stato pertanto ipotizzato l’avvio di una class action contro Equitalia e i suoi sistemi di riscossioni irregolari, nonché di avanzare concrete proposte per un nuovo  sistema della riscossione esattoriale.

Già a suo tempo, il Coordinamento aveva fatto proprie una serie di  proposte elaborate Feder-Contribuenti,  compendiandole in un documento presentato a fine luglio al sen. Enrico Morando (PD), componente della Commissione Bilancio del Senato, sia all’onorevole Domenico Scilipoti (Idv), presidente del “Forum Nazionale Antiusura Bancaria”, i quali si sono riservati di valutare la possibilità di recepire eventuali indicazioni o suggerimenti.

Quanto proposto assume particolare rilevanza, in un periodo di grave difficoltà economica, quale quella che attualmente sta vivendo l’intero Paese, ove i contribuenti – singoli cittadini, famiglie e imprese - chiedono di non essere “schiacciati” dal carico fiscale e da vessazioni riconducibili ad un uso sproporzionato degli strumenti di riscossione coattiva.

Desideriamo, qui di seguito, riepilogare le proposte articolate che prevedono iniziative  da intraprendersi nel breve periodo, nonché altre da adottarsi nel lungo periodo.

 

Strumenti di immediata adozione

a. Moratoria di 24 mesi da accordarsi ai contribuenti in stato di grave e comprovata difficoltà economica, con azzeramento delle sanzioni e dei costi relativi al procedimento esecutivo;

b. Concessione di dilazione di pagamento delle imposte a 120 rate mensili, in luogo delle 72 attualmente previste, con l’applicazione degli interessi legali;

c. Concessione di dilazione di pagamento fino a 30 anni, tenuto conto della capacità reddituale del contribuente, calcolando la rata in modo che non sia superiore ad 1/5 del reddito mensile;

d. Immediata cancellazione delle misure cautelari iscritte da Equitalia (iscrizione di ipoteca, fermo amministrativo) nel caso in cui il contribuente abbia richiesto la dilazione di pagamento del proprio carico fiscale ed in tutti quei casi in cui l’iscrizione ipotecaria sia stata effettuata per debiti del contribuente inferiori ad 8.000 euro (anche antecedentemente alla sentenza di Cassazione, Sez. Unite Civili n°4077 del 22/02/2010).

e. Previsione della risoluzione del piano di rientro delle imposte solo nell’ipotesi in cui non vengano versate più di 4 rate: nel caso di comprovate difficoltà economiche, possibilità di sospensione fino a 12 mesi del pagamento rateale.

f. Le vendite degli immobili dei contribuenti morosi siano effettuate al valore commerciale e con procedure di evidenza pubblica.

 

Strumenti da adottarsi nel lungo periodo

Obbligo trasparenza nel sistema di calcolo delle rate mensili in caso di concordato piano di rientro per il pagamento delle imposte;

Applicazione dei soli interessi legali ed abrogazione della norma che vieta il recupero degli interessi anatocistici applicati per il pagamento delle imposte;

Creazione di un organo di vigilanza sull’operato del Concessionario della riscossione (Equitalia e controllate), super partes, come il “Comitato di Vigilanza dei Cittadini”, con potere di accesso agli atti.

Limitare l’applicazione delle misure cautelari: ipoteca per debiti tributari superiori ai 25.000,00 euro (anziché euro 8.000,00 attualmente previsti); fermi amministrativi per debiti tributari superiori ad euro 10.000,00.

Divieto di iscrizione di ipoteca sulla prima casa per il contribuente inadempiente.

Previsione di modalità di calcolo dell’imposta che sostituisca gli studi di settore: ad esempio adozione del metodo della c.d. tassazione modulata (TSM) secondo il quale tutti i dati del contribuente, attraverso un POS ad impronta digitale, devono confluire in tempo reale in un unico cassetto fiscale.

Allineamento ed armonizzazione delle varie banche dati utilizzate con scopi di anagrafica tributaria e per le iscrizioni a ruolo (es: PRA, Motorizzazione Civile, C.c.i.a.a., Anagrafica Tributaria, Siatel, Serpico, ecc.), con lo scopo di eliminare errori attualmente presenti (su Codici Fiscali, Partite IVA, ecc.), che generano il fenomeno delle cosiddette “cartelle pazze”; allineamento e sincronizzazione dei dati con quelli degli Enti Creditori (registrazione degli sgravi, avvenuti pagamenti, ecc.).

Riforma del sistema delle notifiche degli atti tributari (ed in particolare delle cartelle di pagamento) da effettuarsi non più a mezzo del servizio postale ma attraverso gli ufficiali giudiziari.

Rimodulazione della modulistica sul Durc che sia comunque rilasciato se l’impresa vanta crediti con la Pubblica Amministrazione maggiori o uguali al valore del debito previdenziale.

Le proposte qui sopra indicate non debbono essere interpretate come l’assunzione di una posizione da “muro contro muro”, ma possono essere suscettibili  di modifiche e miglioramenti tramite un costruttivo confronto con le Istituzioni e ci auguriamo che ciò possa aver luogo prima del definitivo varo della prossima finanziaria.

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