Presentazione

Sono nato a Roma il 14 dicembre 1942 in una bella clinica in Via di Villa Patrizi …..e probabilmente, causa tale ubicazione, mi considero pertanto anche nobile (sic !)
Le leggende del tempo raccontano che Cesira, la Nonna paterna, telefonò subito al Nonno con un perentorio: “Romolo, prepara un bel pranzo perché è nato l’erede” !
L’eredità comunque, se un tempo forse esistita, non si è mai materializzata, così come è svanita pure la clinica, di cui non ricordo il nome e che non esiste più forse da oltre mezzo secolo.
Leggi tutto...

Banner
Mirabilandia, Comune di Mirabello PDF Stampa E-mail

Mirabilianda, Comune di Mirabello ! …e lo show prosegue su “La 7”

*Giuliano Marchetti

 

Pubblicato su “RINASCITA” del 9 Settembre 2010

Domenica pomeriggio abbiamo potuto ascoltare “in diretta”, tramite Radio Radicale, l’orazione del Proconsole Gianfranco Fini indirizzata ad un folto popolo radunato in una località quasi storica. Infatti, proprio in quella stessa piazza, tanti anni fa, Giorgio Almirante iniziava a progettare il passaggio del testimone che doveva essere raccolto dal suo giovane successore.
L’Orazione è stata senz’altro d’effetto, appassionata ed intelligente, non solo per le condivisibili critiche sia verso comportamenti ed atteggiamenti, giustamente da censurare, di determinati componenti della maggioranza, sia verso un sistema elettorale in cui non si è eletti ma nominati, ma anche per le apprezzabili argomentazioni e motivazioni indirizzate verso una società più aperta e solidale, verso un futuro migliore …………..
Ottime le stoccate verso la Padania ed il P.d.L., rispettivamente definite la prima una invenzione (quasi rievocando Klement von Metternich) ed il secondo un partito inesistente (quasi l’Isola che non c’è).

La performance finiana è poi proseguita martedì in prima serata da Mentana presso “la 7”, ove il Presidente della Camera, professorino in cattedra, ha messo dietro la lavagna Bossi e Berlusconi per “analfabetismo costituzionale”, trincerandosi però alla Oscar Scalfaro su argomenti compromettenti o imbarazzanti.
Peccato però che il “Proconsole” non possa essere credibile perché, a prescindere dalla sua ottima arte oratoria, risulta essere vir non dignus fide.

 

 

E passiamo ad esaminare, a tale proposito, alcuni punti chiave della Orazione del Proconsole.


1.
Fini infatti, rivendicando un proprio legittimo diritto al dissenso o al contro-canto, ha accusato (e non infondatamente) Berlusconi di gestire il Popolo della Libertà come una azienda personale, tipo la “Standa”, in modo dispotico e padronale, senza consentire alcun dibattito democratico all’ interno.
Ma Fini ha finto di dimenticare come egli stesso, a suo tempo, abbia governato dispoticamente il M.S.I. e poi A.N., azzerando ogni qualsiasi critica sollevata da altri parlamentari o esponenti del Partito. Come non ricordare, a tal proposito, l’ espulsione da egli stesso decretate a carico di Don Olindo Del Donno (nel 1989), un sacerdote plurilaureato, pluridecorato, cappellano militare nella RSI e parlamentare per 4 legislazioni – reo di aver votato, non in linea con il Partito, la “fiducia” per un costituendo Governo Andreotti, nonché quella a carico di Antonio Serena (nel 2003), un giornalista plurilaureato, docente, parlamentare da più legislature – reo di aver richiesta la “grazia” per ragioni umanitarie a favore di Priebke ? Come non ricordare l’assurda epurazione nel 1994 di Giulio Caradonna (storico rappresentante del MSI) e quella più recente di Alfio Krancic, un eccezionale vignettista satirico, nato con “Linea“ e “Il Secolo”?
Come non rammentare il drastico azzeramento di gran parte della Dirigenza di A.N. nel luglio 2005, a seguito di “quattro chiacchiere” effettuate al bar dai vertici del suo staff (tra cui La Russa, Matteoli & C.), grazie ad una intercettazione ? e come non rammentare quando, in una Assemblea di A.N., lo stesso Proconsole definì le correnti interne, che stavano esprimendo alcuni iniziali sussulti, come “metastasi”?

2. Fini infatti, auspicando una doverosa presenza dell’etica nella res publica, ha stigmatizzato (e giustamente) come non si dovrebbe consentire la candidatura di coloro che risultino avere scheletri nell’armadio o situazioni poco limpide nei confronti della Giustizia.
Ma Fini, che si permette fare il censore di altrui comportamenti e il moralista integrale, ha evitato personalmente di chiarire, come avrebbe dovuto, l’affaire di Montecarlo (che, tra l’altro, sembra non essere un caso isolato) ed ha accusato la stampa di comportamento “infame” nei suoi confronti. Non desideriamo addentrarci nel tecnicismo delle società off shore, costituite ad hoc e degli atti notarili rogitati per dirottare beni patrimoniali appartenenti al Partito verso destinazioni utilitaristiche e personalistiche. Ma desideriamo richiedere che i bilanci di A.N. riguardanti gli anni in cui tali operazioni sono state effettuate e contabilizzate nei relativi rendiconti (come la prassi richiede) siano vagliati con la massima attenzione. Al di là della figura del Tesoriere (nella fattispecie Franco Pontone - probabilmente semplice esecutore e senz’altro gran brava persona) dovrebbero essere valutate le “direttive” e le strategie deliberate dal vero organo volitivo del Partito (nella fattispecie Gianfranco Fini – decisamente dominus indiscusso ed indiscutibile in A.N., quale unica e massima autorità teocratica nel Partito). E poiché anche nei partiti politici, per statuto e per osservanza delle leggi e normative vigenti, debbono esistere organi di controllo interni, bisognerebbe stabilire se in tale vicenda siano riscontrabili eventuali responsabilità dei componenti del Collegio Sindacale o dei Revisori Contabili che avrebbero dovuto, professio-nalmente e per legge, esercitare una funzione di controllo.

3. Fini inoltre - e per concludere - rievocando la figura di Giorgio Almirante in particolare nella ricerca di far compiere al M.S.I. un salto generazionale con la rivalutazione anche di alcuni aspetti e valori della “Resistenza”, ha cercato di portare subdolamente acqua al suo mulino e giustificare il proprio operato. Ma Fini, rispetto alla celebre massima dichiarazione del M.S.I. “né restaurare, nè rinnegare”, non ha ritenuto opportuno spiegare il suo “radioso percorso resisten-zialista” condensato e sintetizzato in due sue dichiarazioni, tra loro vagamente antitetiche, con cui il moderno tiranno e nuovo escariota, a distanza di solo qualche anno, affermava come Mussolini fosse stato il più grande statista del XX Secolo e, successivamente, come il Fascismo fosse stato il Male Assoluto.

*** *** ***

Da più anni Gianfranco Fini è reo non confesso di essersi posto al di fuori di una Comunità Umana, a cui aveva appartenuto, di cui ne era stato leader indiscusso e da cui gradualmente ha operato il proprio cinico e calcolato distacco.
Trattasi di una Comunità Umana che, al di la delle ideologie e degli ideali in cui i suoi componenti si sono sempre voluti identificare, pagandone per questo un alto prezzo, in termini di sacrifici, di sangue e di lutti, al contrario del proprio, oramai, ex leader che invece ivi ha conseguito solo vantaggi, appannaggi e carriera.
I Vangeli riferiscono che Nostro Signore abbia detto a Pietro ……” prima che il gallo canti, tu mi avrai tradito ben tre volte”.
Senza scomodare Gesù Nazareno e soffermandoci molto più modestamente su Giorgio Almirante (con tutti i suoi umani pregi e difetti, con tutte le sue luci ed eventuali ombre) che probabilmente dal suo sepolcro starà ancora conteggiando, riferendosi ai vari volteggiamenti del suo ex-delfino, un’altra numerazione citata nei Vangeli …… “settanta volte sette”, per i tradimenti nei confronti del Popolo Missino e forse anche verso il popolo di A.N.
E desideriamo chiudere con una citazione di San Damaso Papa: “Non perseguitare i malvagi, equivale a favorirli. E non può sfuggire al sospetto di occulta convivenza chi non si oppone ad un crimine manifesto”

 

Condividi questa pagina

Copyright © gm-consulpress.com, Powered by Argonet Informatica

Joomla - Realizzazione siti web