Presentazione
Sono nato a Roma il 14 dicembre 1942 in una bella clinica in Via di Villa Patrizi …..e probabilmente, causa tale ubicazione, mi considero pertanto anche nobile (sic !)
Le leggende del tempo raccontano che Cesira, la Nonna paterna, telefonò subito al Nonno con un perentorio: “Romolo, prepara un bel pranzo perché è nato l’erede” !
L’eredità comunque, se un tempo forse esistita, non si è mai materializzata, così come è svanita pure la clinica, di cui non ricordo il nome e che non esiste più forse da oltre mezzo secolo.
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| "CARO LIBRI" - una ipotesi a favore delle famiglie |
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“CARO LIBRI” & DINTORNI - Un’ipotesi a favore delle famiglie
D’altra parte, va rilevato che il prezzo dei testi scolastici, unico in tutta Italia, è imposto dalle Case Editrici e non stabilito dalle Librerie, le quali hanno un profitto lordo mediamente del 20-24% e possono raramente concedere sconti ai propri clienti, dato che con tale margine, relativamente esiguo, debbono fronteggiare tutti i costi gestionali ed imprenditoriali, tra cui anche il rischio dell’invenduto, dato che la cosiddetta “resa”, con l’editore o distributore, è sempre pesantemente penalizzante nei confronti delle stesse librerie. Perché le tante Associazioni di cittadini - utenti - consumatori (Adiconsum, Codacons, ecc.) anziché dedicarsi ai soliti “pronunciamenti” per richiedere od effettuare indagini e monitoraggi, non si impegnano a proporre insieme ai Sindacati (Cgil, Uil, Cisl, Ugl) opportune iniziative legislative per consentire la detraibilità dell’ acquisto dei testi scolastici dalle dichiarazioni redditi a favore dei Cittadini-Contribuenti? Tale costo per una I classe del liceo o d’istituto tecnico supera mediamente i 400 Euro (vocabolari esclusi) e per l’Azienda Famiglia la possibilità d’inserire tale spesa tra i propri costi d’esercizio (e quindi di usufruire della loro detraibilità dai propri redditi) potrebbe e dovrebbe essere consentita da una apposita normativa. Infatti, i potenziali aspetti imprenditoriali della “Famiglia”, proprio per la sua valenza socio-economica, meriterebbero molta più attenzione da parte del Legislatore e, se si concorda che lo Stato debba perseguire, nei propri programmi economici, una serie di attività a sostegno per le imprese, non si può non rilevare che lo stesso Stato dovrebbe considerare anche la Famiglia come una micro-azienda o comunque come una potenziale impresa. La Famiglia, tra l’altro, persegue anche una mission di solidarietà sia all’interno del proprio nucleo (a favore dei cui componenti svolge anche una funzione assistenziale e previdenziale), sia nella più ampia comunità in cui opera, partecipando con i propri componenti ad una serie di attività economico imprenditoriali e/o professionali.Va tra l’altro evidenziato che il tessuto economico produttivo del nostro Paese è costituito principalmente dalle PMI, di cui molte sono di estrazione o di derivazione familiare e su nuove iniziative a supporto della famiglia si è è espresso anche il Ministro Giulio Tremonti nel suo intervento al Meeting di Rimini, mercoledì pomeriggio. Ritornando comunque alla detraibilità dei costi per i libri scolastici, questa ipotesi potrebbe essere facilmente recepita dalle Istituzioni ed estesa, nei limiti di un certo plafond correlato percentualisticamente ai relativi redditi, anche per l’acquisto di altre opere editoriali. E una politica tesa ad incentivare o agevolare investimenti in cultura non può che ricevere consensi. E poiché si è parlato anche di Sindacati, proprio nel settore della scuola si deve tendere giustamente a ridurre i numerosi costi di routine o quelli improduttivi e a tal fine sarebbe opportuno intervenire sullo status giuridico di quei docenti e dirigenti scolastici che, usufruendo del cosìddetto “distacco sindacale”, gravano con i loro stipendi, contributi, ferie, ecc. ecc. sul bilancio del Ministero dell’Istruzione e non su quello della CGIL, CISL, UIL, UGL. Tali costi dovrebbero essere trasferiti senza indugio dal budget dello Stato a quello dei Sindacati e su questo indegno sperpero di spesa pubblica dovrebbe intervenire anche la Corte dei Conti.
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